L’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa ha pubblicato su Springer Science uno studio che indaga i comportamenti nel gioco d’azzardo nella popolazione italiana.
I ricercatori hanno analizzato i dati dell'Italian Popolution Survey on Alcohol and other Drugs (IPSAD), raccolti sulla popolazione dai 15 ai 64 anni che sondavano, oltre all'uso e abuso di sostanze, anche il comportamento relativo al gioco d'azzardo. Dai risultati emerge che il 42% della popolazione generale dichiara di aver giocato negli ultimi 12 mesi e che il giocatore-tipo è maschio, giovane, con una bassa scolarizzazione, che tende a consumare in eccesso alcol, fumo e anche tranquillanti. I dati analizzati nelle fasce d’età 15-24 e 25-64 mostrano anche che i giovani nonostante giochino meno spesso sono più a rischio di dipendenza rispetto ai giocatori della fascia adulta. La predominanza maschile è probabilmente dovuta al marketing, orientato soprattutto verso gli uomini con una vasta offerta di scommesse sportive, poker, slot machine. Mentre nella fascia 25-64 sono le donne a correre il rischio di cadere nel “gioco problematico”. La ricerca illustra anche come sono cambiate le abitudini di gioco degli italiani: il totocalcio è stato superato dalle scommesse e dal lotto e superenalotto.
Riferimenti dell’articolo: L. Bastiani, M. Gori, E. Colasante, V. Siciliano, D. Capitanucci, P. Jarre and S. Molinaro, (2011) Complex Factors and Behaviors in the Gambling Population of Italy, Journal of gambling studies
Per scaricare l’articolo a pagamento: http://www.springerlink.com/content/u854574721152g70/